Come si manifesta l'ipotiroidismo nell'adulto?
La malattia ha di solito un esordio lento e insidioso: i sintomi e i segni compaiono lentamente, con gradualità, a mano a mano che le riserve ormonali ghiandolari si esauriscono; frequentissima e precoce l'astenia, cioè un senso di debolezza più o meno spiccato dovuto a sofferenza delle masse muscolari; queste appaiono spesso aumentate di volume, pallide fino al grigiastro, con fibre muscolari prive della normale striatura; la debolezza muscolare può essere avvertita a riposo oppure solamente in occasione di sforzi particolari; più frequentemente interessati sono il cingolo scapolare, il cingolo pelvico, la regione dorsale e quella del polpaccio; la muscolatura del piede e della mano sono spesso risparmiati; talvolta possono esistere turbe dei muscoli estrinseci dell'occhio con alterazioni della mobilità oculare; possono essere descritti crampi muscolari; la contrazione e la decontrazione volontarie possono essere difficoltose e dolorose specie dopo prolungata esposizione a basse temperature.
Caratteristicamente compromesso è il riflesso achilleo: esso consiste nella flessione del piede seguita dallo spontaneo recupero della posizione normale che si ottiene percuotendo il tendine di Achille con l'apposito martelletto; nell'ipotiroideo la fase di ritorno è tipicamente rallentata e il piede riacquista la propria positura normale con lentezza del tutto peculiare.
Altro sintomo importante anche per la sua precocità, è l'intolleranza al freddo, dovuta alle alterazioni della produzione del calore e della regolazione della temperatura corporea, intimamente connesse allo stato ipometabolico generale: infatti la maggior 'Parte delle cellule dell'organismo non è in grado di produrre calore e più in generale energia in assenza di una adeguata quantità di ormoni tiroidei.
Scarsa è la secrezione umorale; la cute è secca, desquamante in scaglie più o meno ampie di materiale corneo che occludono le ghiandole sudoripare e i follicoli piliferi contribuendo così alla secchezza della pelle; il colorito è pallido, spesso giallognolo per accumulo di caroteni nel derma; infatti in assenza di ormoni tiroidei il fegato non è più in grado di trasformare i caroteni in vitamina A attiva, perciò tali sostanze si accumulano nei tessuti, colorandoli di giallo. La cute è inoltre caratteristicamente ispessita, non sollevabile in pieghe, pastosa; è presente un edema duro, lardaceo, che non riceve l'impronta del dito; esso è definito, in termini medici, mixedema.
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